Sul Calvario l’amore scrive il suo racconto con l’alfabeto delle ferite, l’unico indelebile, l’unico in cui non c’è inganno.
Da qui la commozione, poi lo stupore, e anche l’innamoramento. Dopo duemila anni sentiamo anche noi come le donne, il centurione, il ladro, che nella Croce c’è la suprema attrazione di Dio.
La croce rimane una domanda sempre aperta, di fronte ad essa so di non capire. Ma alla fine la croce vince perché convince, e lo fa con l’eloquenza del cuore:
Perché la croce / il sorriso / la pena inumana ?
Credimi / è così semplice / quando si ama. (Jan Twardowski)
Tratto da Chi abbraccia la croce ha la forza di risorgere a cura di E.Ronchi – Avvenire.it – 10-4-14